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Ivalua

Nel procurement, ogni decisione relativa al sourcing parte dalla distinta base, o BOM, cioè di un elenco strutturato di tutte le materie prime, i componenti, i sottoassiemi e le quantità necessarie per realizzare un prodotto finito.

È il documento che funge sia da blueprint del prodotto sia da strumento di pianificazione degli acquisti, e collega l’intento progettuale con il sourcing e lo sviluppo del prodotto.

Solitamente è l’ufficio tecnico che crea la distinta base, il cui impatto si estende alla produzione e alle operation della supply chain e che influisce direttamente sulla stima dei costi e sulla pianificazione delle scorte da parte delle organizzazioni.

Questa guida illustra i diversi tipi di distinta base e le loro componenti chiave. Spiega inoltre come creare una BOM e come gestirla in modo efficace per migliorare il sourcing dei materiali diretti.

Punti chiave

  • Collegando la progettazione del prodotto agli acquisti, la distinta base consente ai team di stimare con precisione i costi e pianificare le scorte.
  • Per gestire al meglio la distinta base, è necessaria una robusta governance dei dati e una collaborazione in tempo reale tra l’ufficio tecnico e l’ufficio acquisti. È inoltre essenziale disporre di sistemi integrati.
  • Una BOM imprecisa o non aggiornata fa aumentare il rischio di ritardi nella produzione, sforamento dei costi e inefficienze nella supply chain.

Perché la distinta base è importante per gli acquisti

Nell’approvvigionamento dei materiali diretti, gli errori nella distinta base hanno un effetto a cascata. Possono essere causa di ordini errati, eccedenze di magazzino, ritardi nella produzione e sforamento dei costi perché la BOM guida la pianificazione degli acquisti e la stima dei costi.

Se le quantità, i codici degli articoli o i vendor approvati sono sbagliati, si acquisteranno materiali sbagliati – un grave problema nell’instabile situazione attuale. Quasi il 90% dei responsabili delle operation prevede un forte aumento dei costi dei materiali. A ciò si aggiungono le perturbazioni dovute ai dazi e la mancanza di visibilità oltre i fornitori di primo livello.

Strategie quali il dual sourcing e il nearshoring dipendono da dati aggiornati e affidabili delle distinte base, soprattutto considerando che il 39% delle aziende sta optando per modelli di dual sourcing per contrastare l’impatto dei dazi.

Piattaforme come Ivalua offrono un approccio moderno alla gestione della spesa diretta e al sourcing dei materiali diretti, grazie al quale i dati della distinta base confluiscono subito nei workflow degli acquisti senza dover essere reinseriti manualmente o senza discrepanze tra le versioni.

Nella seguente sezione, analizzeremo le diverse strutture BOM e come applicarle in pratica.

Tipi di distinta base

Esistono diverse strutture di distinta base. Quella da utilizzare dipende dalla fase del ciclo di vita del prodotto in cui ci si trova.

Il tipo di BOM prescelto influenzerà le decisioni di sourcing, il coinvolgimento dei fornitori e la gestione dei materiali, perciò è bene conoscere bene tutte le tipologie:

  • Distinta base di progettazione (EBOM): definisce il prodotto com’è stato progettato, inclusi tutti i componenti e le specifiche
  • Distinta base di produzione (MBOM): trasforma il progetto in informazioni su come il prodotto viene realizzato nel processo produttivo
  • Distinta base multilivello (BOM “indentata”): suddivide l’intera gerarchia di assemblaggio in relazioni padre-figlio su tutti i livelli
  • Distinta base a un livello: elenca solo i componenti immediatamente necessari per un determinato livello di assemblaggio

Esaminiamo in profondità tutti questi tipi di BOM.

Distinta base di progettazione (EBOM) vs. distinta base di produzione (MBOM)

La EBOM rappresenta il prodotto dal punto di vista del progettista. Solitamente viene generata da strumenti CAD o EDA, è organizzata in base a relazioni funzionali e riflette l’intento progettuale (cioè la natura del prodotto e il modo in cui i vari componenti si integrano tra loro). La EBOM, tuttavia, non tiene conto di come il prodotto verrà realizzato.

L’imballaggio, i materiali di consumo o la sequenza di produzione di solito non sono indicati nella EBOM anche se sono essenziali per gli acquisti e la produzione, specialmente nel caso di componenti elettronici complessi e di assemblaggi.

La MBOM parte dalla EBOM, allinea i requisiti al processo di produzione e rispecchia la modalità di realizzazione del prodotto in officina.

Contempla le fasi di assemblaggio, gli ulteriori materiali eventualmente necessari e i punti di integrazione con i sistemi ERP e MES. È la versione che, in ultima analisi, guida le decisioni di acquisto.

Una delle problematiche maggiori consiste nel tradurre la EBOM in MBOM. Se l’allineamento tra le due distinte base viene meno, l’ufficio acquisti lavora con dati obsoleti. La conseguenza sono quantità errate e un possibile blocco della produzione.

Una ricerca pubblicata sul World Journal of Advanced Engineering Technology and Sciences mostra che una conversione inefficace dalla EBOM alla MBOM contribuisce al 32-41% dei ritardi nell’introduzione di nuovi prodotti nel settore dell’elettronica, mentre un forte allineamento può migliorare il time-to-market fino al 30%.

Piattaforme come Ivalua collegano direttamente il procurement alla MBOM, garantendo decisioni di sourcing basate sulla versione pronta per la produzione e non su specifiche scollegate.

Distinte base a un livello, multilivello e configurabili

Le distinte base a un livello sono elenchi lineari di materiali non gerarchizzati. Spesso si utilizzano per prodotti semplici, in cui le relazioni tra i componenti sono minime. Le distinte base multilivello (o indentate) mostrano tutta la gerarchia padre-figlio tra materie prime, assemblaggi intermedi e prodotti finiti.

Solitamente strutturate come distinta base master o modello di distinta base riutilizzabile, sono indispensabili in ambienti di produzione complessi, nei quali l’ufficio acquisti deve capire le dipendenze tra livelli.

Le distinte base configurabili sono una versione più avanzata e permettono di aggiungere varianti di prodotto. Se un prodotto è disponibile in più di una variante, non è necessario creare distinte base separate perché le BOM configurabili consentono di inserire articoli alternativi e pertanto offrono maggiore flessibilità.

Nell’impresa, le distinte base multilivello consentono di analizzare i costi per componente e il rischio fornitori lungo tutta la supply chain.

Ora vedremo in dettaglio quali campi di dati deve avere una distinta base ben strutturata.

Bill of Materials (BOM) Lifecycle Manager

Componenti chiave di una distinta base

Una distinta base è utile solo nella misura in cui i dati che contiene sono accurati. Campi mancanti o incongruenti creano punti ciechi che possono pregiudicare l’intera struttura del prodotto.

Una distinta base dovrebbe includere almeno identificatori base e dati di pianificazione che supportano direttamente il sourcing e l’esecuzione. Vediamo alcuni dati chiave:

  • Codici articolo: identificatori univoci per ogni voce, che consentono un ordinamento accurato e l’allineamento con il sistema.
  • Nome/descrizione dell’articolo: deve essere abbastanza chiaro da permettere ai team di sourcing di capire cosa stanno acquistando.
  • Quantità richiesta (per unità): il numero di articoli da ordinare determina i calcoli MRP
  • Unità di misura: garantisce la coerenza nella pianificazione e nell’ordinazione dei materiali
  • Livello della distinta base: definisce la posizione di ciascun componente nella gerarchia dei sottoassiemi e consente la tracciabilità in tutta la struttura
  • Fornitori approvati e lead time: consente all’ufficio acquisti di analizzare le opzioni di sourcing e di reagire alle perturbazioni
  • Revisione dell’articolo e stato del ciclo di vita: evita che i team possano ordinare componenti obsoleti o sostituiti; questo è un aspetto molto importante in contesti caratterizzati da frequenti modifiche tecniche
  • Designatori di riferimento (per l’elettronica): associano i componenti a posizioni specifiche in un progetto, garantendo sourcing e assemblaggio corretti

Documenti di riferimento come le linee guida sulla tracciabilità della supply chain del National Institute of Standards and Technology ribadiscono che i dati standardizzati a livello di componente sono essenziali per prevenire frodi, contraffazioni e interruzioni. Piattaforme come Ivalua centralizzano questo aspetto attraverso la gestione dei dati anagrafici, sincronizzando i dati BOM tra i team.

Di seguito spieghiamo come creare una distinta base ottimale con tutti i componenti necessari.

Come creare una distinta base

La creazione di una distinta base è un’attività interfunzionale e iterativa. La BOM finale determina l’efficienza delle operazioni di procurement a valle.

Il primo passo consiste nel definire la struttura e la gerarchia complete del prodotto e nel mappare ogni componente, dai prodotti finiti fino alle materie prime e ai sottoassiemi.

In questa fase andrebbe coinvolto anche l’ufficio acquisti, che potrà segnalare i rischi legati all’approvvigionamento da un unico fornitore, i componenti con lunghi lead time o altre limitazioni che potrebbero influire sulla strategia di sourcing diretto. È importante segnalare tali rischi prima di dare la progettazione per conclusa.

Il secondo passo consiste nell’assegnare a ogni componente un codice articolo standardizzato, le relative quantità per unità e le specifiche dettagliate.

Si tratta di un passaggio fondamentale per la gestione della distinta base e dei documenti perché azzera le ambiguità. Con dati incongruenti o incompleti, aumenta la probabilità di errori negli ordini e di ritardi nella produzione.

Una volta completata questa fase, si possono integrare i dati relativi al sourcing, cioè fornitori approvati e articoli alternativi, il che permette di utilizzare la distinta base come strumento di pianificazione degli acquisti. La conseguenza è un processo decisionale più informato e una pianificazione proattiva.

Per finire, la distinta base deve essere sottoposta a una revisione interfunzionale per la convalida e il rilascio formale. Gli uffici tecnico, acquisti, qualità e produzione devono confermare la presenza nel sistema di tutti i componenti e la qualifica dei fornitori.

Metodi strutturati come l’APQP (Advanced Product Quality Planning, pianificazione avanzata della qualità dei prodotti) permettono di definire il processo di revisione in fasi chiare, con convalide documentate e aggiornamenti controllati man mano che si verificano dei cambiamenti.

Creare la distinta base è solo il punto di partenza. La vera sfida consiste nel mantenerla aggiornata man mano che i prodotti, i fornitori e le condizioni di mercato evolvono.

Gestione BOM: accuratezza nel tempo

Una distinta base non è un documento statico. Cambia nel tempo e, senza una gestione metodica, può deteriorarsi rapidamente, introducendo un rischio per gli acquisti diretti. La difficoltà sta nel mantenere l’accuratezza man mano che il progetto evolve o i fornitori cambiano.

Una gestione efficace della distinta base poggia su tre pilastri: controllo delle modifiche, gestione delle versioni e integrazione dei sistemi.

Controllo delle modifiche

Il controllo delle modifiche aiuta a garantire che ogni modifica tecnica passi al procurement senza conflitti tra versioni; il rischio, altrimenti, è lavorare per acquistare articoli basandosi su dati obsoleti.

La gestione delle versioni è fondamentale per garantire che tutte le persone coinvolte lavorino su una versione corretta e aggiornata, con piena tracciabilità delle modifiche apportate e delle relative motivazioni. In caso contrario, le discrepanze possono moltiplicarsi tra i sistemi.

L’integrazione dei sistemi è necessaria per mantenere sincronizzati i dati della BOM tra le piattaforme PLM, ERP e di procurement. Secondo PwC, tuttavia, il 92% dei responsabili delle operation menziona almeno un motivo per cui gli investimenti tecnologici non producono i risultati attesi. In cima alla lista vi sono la complessità dell’integrazione (47%) e i problemi relativi ai dati (44%).

Queste lacune compromettono ogni aspetto, dall’analisi della spesa alle più ampie strategie di acquisti diretti e indiretti. Una piattaforma unificata colma questa lacuna sincronizzando tra i sistemi i dati anagrafici della BOM senza intervento manuale.

Come osserva Gartner, tecnologie come l’IA agentiva dipendono da dati affidabili e in tempo reale per ottimizzare le decisioni relative alle scorte e al sourcing. Con dati accurati a disposizione, l’IA può essere utilizzata per eseguire modellazioni di costi teorici che evidenziano le anomalie dei costi, mentre l’analisi predittiva identifica i rischi di fornitura a livello di componente prima che possano compromettere la produzione.

In definitiva, la visibilità della distinta base è fondamentale per la resilienza della supply chain.

Come Antolin ha ottimizzato l’approvvigionamento di materiali diretti in 150 stabilimenti

Antolin, produttore globale di interni per l’industria automobilistica con 150 stabilimenti in 26 Paesi, si è trovato ad affrontare una grave questione relativa ai materiali diretti.

I suoi sistemi legacy non si integravano con il teamcenter PLM e i dati dovevano essere inseriti manualmente in ogni fase degli acquisti. I buyer, quindi, non avevano visibilità sullo stato della distinta base, sul rischio fornitori o sulla conformità.

Dopo l’implementazione di Ivalua, le BOM di Antolin si caricano automaticamente tramite integrazioni. Ora il personale ha visibilità in tempo reale su componenti, investimenti e ordini d’acquisto; il procurement, inoltre, collabora con l’ufficio tecnico e con i fornitori fin dall’inizio del ciclo di vita del prodotto.

Grazie a Ivalua, inoltre, l’azienda riesce a gestire circa 40.000 fornitori e oltre 1.200 contratti da un’unica piattaforma.

«Con Ivalua, la nostra organizzazione ha migliorato la collaborazione con i fornitori internamente e esternamente, ha automatizzato i processi e ha migliorato sensibilmente la visibilità su tutto il processo di approvvigionamento dei materiali diretti.»

– Beatriz Jiménez Benito, Control and Systems Purchasing Director, Antolin

Leggi tutto il caso di studio di Antolin

Come la visibilità della distinta base rafforza la resilienza della supply chain

Senza una visibilità completa sulla provenienza di componenti e ricambi, con l’indicazione di fornitori e regioni, è impossibile dar vita a una supply chain resiliente.

La visibilità parte dalla distinta base, che collega ogni componente dei prodotti finiti alla sua origine ed è la base per comprendere i rischi multilivello negli acquisti diretti.

Purtroppo, la maggior parte delle organizzazioni vede ancora solo il primo livello. La ricerca McKinsey di gennaio 2026 ha scorporato i componenti BOM di oltre 200 tipi di prodotti finiti e mappato la concentrazione dei fornitori tra livelli e Paesi utilizzando 188 KPI.

Dall’indagine è emerso che la maggior parte delle aziende comprende i rischi della supply chain solo fino al primo livello e che la visibilità sul secondo livello è effettivamente diminuita nel 2023 e nel 2024, con l’attenuarsi dell’urgenza legata alla pandemia.

La visibilità della distinta base consente di sviluppare tre capacità di resilienza fondamentali.

  1. Doppio sourcing, cioè sapere per quali componenti occorrono alternative qualificate prima di una crisi.
  2. Analisi del nearshoring, cioè identificare le dipendenze geografiche a livello di componente per supportare il cambiamento delle strategie della supply chain.
  3. Valutazione dell’impatto dei dazi, cioè calcolare in che modo i cambiamenti delle politiche commerciali gravano sui costi a livello di singolo componente, non solo degli assiemi.

Queste capacità stanno diventando sempre più urgenti, perché il 43% delle aziende prevede di modificare l’impronta della propria catena di fornitura e i requisiti di conformità richiedono una maggiore trasparenza da parte dei fornitori.

Ivalua collega i dati BOM ai profili di rischio dei fornitori e alle informazioni geografiche e consente di analizzare gli scenari direttamente dalla struttura del prodotto.

Gli uffici acquisti possono quindi simulare eventuali perturbazioni e valutare alternative di sourcing, rafforzando così la strategia di approvvigionamento dei materiali diretti.

Sviluppare una strategia BOM che migliori le prestazioni degli acquisti

Con l’aumentare della complessità della supply chain, estendere la visibilità oltre il primo livello non è più un’opzione, ma è essenziale per la resilienza della supply chain stessa.

La distinta base fornisce la struttura di dati fondamentale che guida l’accuratezza degli acquisti, il controllo dei costi e la gestione del rischio fornitori.

In un contesto caratterizzato da una serie di criticità (aumento dei costi dei materiali, perturbazioni dovute ai dazi e visibilità limitata a più livelli, solo per citarne alcune) è essenziale investire in BOM accurate, ben gestite e connesse digitalmente.

Ivalua unifica i dati delle distinte base tra uffici tecnici, acquisti, qualità e supply chain, migliorando la gestione della spesa diretta e consentendo decisioni di sourcing più intelligenti e rapide.

FAQs


Una gestione BOM efficace si basa in genere su sistemi integrati come ERP e PLM, che collegano i dati di progettazione con la pianificazione degli acquisti e i workflow di produzione. Queste piattaforme supportano anche la gestione dei dati anagrafici e garantiscono l’uniformità di nomi dei componenti, di fornitori e di specifiche rimangano coerenti in tutta l’organizzazione.






Doug Keeley

Doug Keeley

Direttore marketing prodotti

Doug dirige il marketing di prodotto per le soluzioni di Sourcing, CLM e Direct Materials di Ivalua a livello globale. Ha maturato oltre vent’anni di esperienza nel settore degli acquisti e del SaaS, ricoprendo diversi ruoli in entrambi i campi, tra cui consulenza in materia di sourcing, successo dei clienti e supervisione delle implementazioni SaaS per aziende manifatturiere globali. Collegatevi con Doug su LinkedIn.

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