Ivalua

Il sourcing diretto riguarda i materiali e i componenti che faranno parte del prodotto finito e comprende le spese associate al costo del venduto (COGS). Il sourcing indiretto, invece, riguarda tutte le altre voci necessarie al funzionamento dell’azienda, quali IT e servizi, forniture per ufficio e costi di manutenzione.

Comprendere le differenze tra sourcing diretto e sourcing indiretto è importante quando si opera a livello d’impresa perché queste categorie di spesa funzionano in modo molto diverso. La spesa per i materiali diretti, per esempio, è strettamente legata alla produzione, all’affidabilità dei fornitori e ai margini di guadagno, perciò richiede partnership a lungo termine e pianificazione della domanda.

La spesa per i materiali indiretti, invece, è più variabile e necessita di flessibilità e controllo delle policy. A ogni tipo di spesa corrispondono strategie di sourcing, strategie di gestione del rischio e modelli di fornitori differenti.

In questa guida spieghiamo in dettaglio le differenze chiave e presentiamo casi d’uso reali per tipo di spesa. Inoltre, mettiamo a confronto processi e problematiche e proponiamo le nostre best practice per ottimizzare la gestione di entrambe le categorie di spesa.

Punti chiave

  • Nel sourcing diretto, piccole variazioni nei costi o nella fornitura possono avere un impatto immediato sulla produzione e sulla redditività.
  • Il sourcing indiretto presuppone una solida governance e processi per gestire una spesa frammentata e variabile.
  • Secondo McKinsey & Company, i dazi hanno inciso pesantemente sui rischi legati al sourcing diretto.
  • Una piattaforma unificata come Ivalua può aiutare a gestire entrambe le categorie di spesa grazie a dati accurati e workflow ottimizzati.

Sourcing diretto vs. sourcing indiretto: una panoramica

Per rendere subito chiara la differenza tra le due categorie, nella tabella sottostante mettiamo a confronto le caratteristiche principali, i rischi e le priorità strategiche di ciascuna.

CategoriaSourcing direttoSourcing indiretto
Cosa viene acquistatoMaterie prime, componenti, fattori produttiviServizi, IT, manutenzione, riparazione e operazioni, forniture per ufficio e operative
Impatto sul businessIncide direttamente su costo dei prodotti, qualità e ricaviInfluisce su efficienza, controllo dei costi e produttività dei dipendenti
Rischio principalePerturbazioni delle forniture, problemi di qualità, esposizione ai daziMaverick spend, mancanza di conformità, frammentazione dei fornitori
Priorità dell’IAPrevisione della domanda, rischio fornitori, modellizzazione dei costiClassificazione della spesa, automazione dell’intake, applicazione delle policy

Che cos’è il sourcing diretto?

Per sourcing diretto si intende l’acquisto di materiali che vengono fisicamente incorporati in un prodotto finito. Questo tipo di sourcing, perciò, è inerente alla qualità del prodotto, alla continuità della produzione e, ovviamente, ai margini di profitto.

Nel sourcing diretto rientrano, per esempio, l’acciaio grezzo, i chip semiconduttori e imballaggi. Anche chiamato “sourcing di materie prime”, il sourcing diretto è strettamente legato alla produzione.

Le riduzioni dei costi nel processo del sourcing diretto si riflettono sul margine lordo, mentre perturbazioni delle forniture possono addirittura portare al fermo di produzione.

Il processo è altamente interfunzionale: l’ufficio tecnico stila la distinta base (BOM), operation gestisce il programma di produzione, l’ufficio qualità supervisiona i requisiti dell’APQP (Advanced Product Quality Planning, pianificazione avanzata della qualità dei prodotti) e del PPAP (Production Part Approval Process, processo di approvazione delle parti per la produzione), mentre l’ufficio finanza stabilisce i target di costo.

L’ufficio acquisti occupa un posto centrale, di coordinamento di selezione dei fornitori, trattative e performance fra tutte le parti interessate.

Le moderne strategie di sourcing diretto danno priorità alla resilienza, all’agilità operativa e all’abbattimento dei costi. La collaborazione continua tra l’ufficio acquisti, l’ufficio tecnico e l’ufficio qualità è essenziale per un’efficace gestione della spesa per i materiali diretti.

Le moderne piattaforme di procurement diretto si avvalgono dell’intelligenza artificiale lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, dall’analisi della distinta base alla gestione della qualità dei fornitori, e favoriscono la collaborazione con una fonte unica dei dati.

Vediamo ora il sourcing indiretto e come si differenzia.

Che cos’è il sourcing indiretto?

Il sourcing indiretto copre beni e servizi che sono necessari all’azienda per operare, ma non sono associati alle parti fisiche del prodotto finito.

Nel sourcing indiretto rientrano, per esempio, il software IT, la gestione delle strutture, i servizi di marketing, ma anche le trasferte e i servizi professionali. La visibilità e il controllo su come vengono spesi i fondi per questa categoria sono aspetti importantissimi.

Perché? Perché spesso gli acquisti sono decentralizzati tra i vari reparti, il che causa una spesa non conforme (maverick spend) e uno scarso rispetto dei contratti.

Tuttavia, sviluppare una strategia di category management coerente tra le diverse unità aziendali è complesso perché ogni funzione ha priorità e budget differenti. Queste sono le criticità più ricorrenti nel sourcing indiretto.

Tra le principali problematiche del sourcing indiretto figurano poi le perdite di costo, che però non portano a un arresto della produzione e hanno un impatto iniziale meno visibile.

Nel corso del processo procure-to-pay, piattaforme come Ivalua garantiscono controlli ed efficienza basati sull’intelligenza artificiale e forniscono un sistema di acquisto guidato intelligente (Intelligent Guided Buying) per migliorare il category management e favorire l’impiego di fornitori preferenziali e percorsi di acquisto conformi.

La funzione di rilevamento delle anomalie nelle fatture serve per segnalare duplicati o discrepanze e inoltrare le eccezioni per la revisione; le fatture corrette vengono invece avviate all’elaborazione automatica.

Ora che abbiamo esaminato e compreso i tipi di spesa, possiamo metterli a confronto e vedere dove differiscono.

Sourcing diretto vs. sourcing indiretto: differenze chiave

Il sourcing diretto e il sourcing indiretto differiscono sotto diversi aspetti, quali esposizione al rischio, solidità del rapporto con i fornitori, requisiti tecnologici e titolarità organizzativa, per citarne alcuni.

Mentre il sourcing diretto è strettamente legato alla produzione e ai ricavi, il sourcing indiretto opera in un ambiente più distribuito. Qui, il rischio principale è rappresentato dalla spesa incontrollata e dalla scarsa aderenza alla conformità.

In sintesi, il sourcing diretto richiede una collaborazione con i fornitori nel lungo periodo e strategie coordinate per assicurare la continuità delle forniture. Il sourcing indiretto si basa invece su una governance forte e processi standardizzati. Lo stack tecnologico, le metriche di performance e i modelli operativi sono sostanzialmente diversi.

Impatto sulle performance aziendali

I problemi del sourcing diretto e del sourcing indiretto hanno impatti molto diversi sulle performance aziendali. Un ritardo nella spedizione di semiconduttori (sourcing diretto) può bloccare una linea di produzione o ritardare il time-to-revenue, mentre un ritardo nell’ordine di forniture per ufficio (sourcing indiretto) può essere frustrante ma non bloccherà l’attività.

Lo stesso vale per i costi. Quando i prezzi dei materiali diretti aumentano, la riduzione dei margini è istantanea. Secondo Deloitte, i produttori prevedono che la continua volatilità dei dazi e del commercio porterà a un aumento medio del 5,4% dei costi di input e dei componenti. Nella gestione della supply chain, il controllo dei costi, perciò, è una priorità assoluta.

Il sourcing diretto richiede un monitoraggio più avanzato, strategie di dual sourcing e una modellizzazione dei costi in tempo reale all’interno del processo di procurement.

Piattaforme come Ivalua applicano analisi predittive a lead time dei fornitori, dati logistici e programmi di produzione per aiutare i team a prevedere per tempo ritardi o esaurimenti delle scorte prima che la linea di produzione ne sia compromessa.

Struttura delle relazioni con i fornitori

Mentre il sourcing diretto richiede relazioni con i fornitori solide, a lungo termine e altamente collaborative, in genere il sourcing indiretto si affida a una base di fornitori più ampia e di natura prettamente transazionale.

Di fatto, spesso i fornitori diretti sono anche co-sviluppatori, partecipano ai processi APQP e forniscono la documentazione PPAP. Se manca una stretta collaborazione, è molto probabile che si verifichino problemi di qualità, ritardi e costose riprogettazioni.

I fornitori indiretti vengono solitamente valutati in base al prezzo, al rispetto degli SLA (gli accordi sui livelli di servizio) e alla conformità, e possono essere sostituiti anche senza costi eccessivi.

Se viene meno un fornitore diretto, invece, è difficile trovare un sostituto dotato delle attrezzature e delle qualifiche adeguate.

Secondo RapidRatings, di recente l’81% dei professionisti operante nell’ambito degli acquisti ha avuto problemi con le consegne da parte dei fornitori e il 68% prevede un’escalation dei rischi. Si può quindi comprendere quanto sia importante una gestione strutturata delle relazioni con i fornitori.

Piattaforme come Ivalua operano su un modello dati unico e sfruttano l’intelligenza artificiale per valutare contemporaneamente e da un’unica vista la performance del sourcing, i contratti, le transazioni, il rischio di terze parti e i dati ESG. Questo approccio è più efficiente rispetto ai sistemi isolati, che spesso non colgono insight cruciali derivanti dall’analisi incrociata dei segnali.

Profilo di rischio e requisiti di resilienza

Il sourcing diretto comporta il rischio di concentrazione, il rischio di dipendenza dalla filiera produttiva e l’esposizione al rischio di una supply chain a più livelli che il sourcing indiretto semplicemente non presenta.

La mancata consegna di un singolo componente può arrestare contemporaneamente la produzione su più linee di prodotti, specialmente in contesti complessi di sourcing delle materie prime in cui le dipendenze a monte non sono sempre visibili.

Le problematiche del sourcing indiretto, come la scadenza di un contratto o un problema di conformità, possono causare interruzioni ma sono più facili da superare. Raramente sono critiche per l’attività aziendale.

Secondo McKinsey & Company, è questo il motivo per cui il 39% delle aziende adotta strategie di dual sourcing per componenti e materie prime, mentre il 33% investe nel nearshoring per ridurre l’esposizione al rischio.

Questi approcci richiedono funzionalità più avanzate di ottimizzazione del sourcing, compresa la visibilità in tempo reale sulle performance e sui rischi dei fornitori.

IVA, l’assistente virtuale intelligente di Ivalua, applica l’apprendimento automatico a migliaia di punti dati, tra cui le tendenze relative alle performance dei fornitori, la cronologia dei pagamenti e i segnali di rischio di terze parti, per generare punteggi di rischio predittivi. In questo modo, i team possono prevedere le perturbazioni prima che si verifichino.

Requisiti di tecnologia e dati

Il sourcing diretto e il sourcing indiretto richiedono funzionalità tecnologiche diverse ma sovrapposte:

  • Il software per il sourcing diretto deve comprendere la distinta base, la gestione del flusso di lavoro APQP, la visibilità a più livelli sui fornitori, la modellazione dei costi teorici e l’analisi in tempo reale dell’impatto dei dazi.
  • Il software per il sourcing indiretto, invece, si focalizza su gestione dei cataloghi, workflow di approvazione, analisi della spesa e automazione end-to-end del processo P2P.

Gestire questi due tipi di funzionalità su piattaforme separate non è l’ideale perché la frammentazione dei dati limita la visibilità a livello enterprise e rende quasi impossibile confrontare vantaggi e svantaggi delle diverse categorie.

La soluzione consiste nell’implementare una piattaforma unificata per la gestione degli acquisti con un unico modello dati e codebase che consenta di ottenere insight coerenti e di intraprendere azioni coordinate. Una piattaforma moderna come Ivalua può gestire il sourcing di materiali diretti, beni indiretti e servizi complessi senza personalizzazione.

La tabella seguente mostra le differenze chiave tra sourcing diretto e sourcing indiretto.

DimensioneSourcing direttoSourcing indiretto
Infrastruttura dati anagraficiAnagrafica articoli basata sulla distinta base, relazioni fornitore-articolo, controllo delle versioni, strutture di suddivisione dei costiAnagrafica fornitori, tassonomia delle categorie, dati relativi a contratti e cataloghi, allineamento con la contabilità generale
Workflow del sourcingSourcing integrato con l’ufficio tecnico, richieste di offerta collegate alla distinta base, processi APQP/PPAP, accordi a lungo termineAcquisti guidati, richieste di offerta e richieste di informazioni per i servizi, approvazioni standardizzate, controlli a spot sugli acquisti
Gestione dei fornitoriPartnership strategiche a lungo termine, gestione della qualità, tracciamento delle performance lungo tutto il ciclo di vita, visibilità a più livelliAmpia base fornitori, onboarding e conformità, tracciamento degli SLA, gestione dei fornitori preferenziali
Elaborazione delle fattureRiconciliazione a tre vie con ordine di acquisto e ricevimento merci, gestione delle tolleranze, integrazione con i dati di produzioneAutomazione delle fatture ad alto volume, riconciliazione a 2 o 3 vie, instradamento delle eccezioni, elaborazione touchless
Casi d’uso dell’IAModellizzazione del costo teorico, previsione della domanda, previsione del rischio di fornitura, analisi dell’impatto dei daziClassificazione della spesa, rilevamento delle anomalie, consigli di acquisto guidati, monitoraggio della conformità contrattuale

Ora che abbiamo chiarito le differenze fondamentali, vediamo come si concretizza nella pratica una gestione efficace e come operare in modo ottimale in entrambe le categorie.

Best practice per la strategia di sourcing diretto

L’ufficio acquisti necessita di quadri di riferimento chiari e attuabili per rendere il sourcing diretto operativo su larga scala. Tutte le best practice di cui parliamo più avanti sono strettamente correlate al modo in cui il sourcing diretto funziona in azienda.

La modellizzazione del costo teorico come base per la negoziazione

La modellizzazione del costo teorico è una delle leve più potenti del sourcing diretto. In sostanza, si tratta di una stima di quanto dovrebbe costare un componente sulla base di fattori quali materie prime, processi di produzione, margine del fornitore, logistica e dazi. Aiuta i team a individuare i margini in eccesso e a negoziare da una posizione di forza supportata dai dati.

Oggi, l’intelligenza artificiale sta rendendo scalabile la modellizzazione dei costi teorici. Deloitte riferisce che l’intelligenza artificiale agentiva viene utilizzata per ricalcolare i modelli di “should-cost” quando i dazi cambiano, per identificare fornitori alternativi e avviare workflow di negoziazione con supervisione umana.

Piattaforme come Ivalua integrano questa funzionalità in modo nativo: consentono ai team di analizzare le quotazioni storiche e il pricing delle materie prime, ma anche di scomporre i costi dei fornitori per generare modelli predittivi di costi teorici. I team dedicati al sourcing contano pertanto su un vantaggio negoziale duraturo.

La gestione della distinta base come colonna portante del sourcing diretto

L’introduzione di un nuovo prodotto (NPI) passa dall’intento progettuale al sourcing, alla qualificazione dei fornitori fino al lancio della produzione basandosi su dati BOM fruibili.

In pratica, gestire la distinta base nel processo di sourcing diretto significa utilizzare dati a livello di componente per analizzare gli scenari fornitori, modellare gli impatti dei costi derivanti da modifiche nella progettazione e gestire il coinvolgimento dei fornitori per tutto il ciclo di vita.

Nelle prime fasi dell’NPI, l’ufficio acquisti deve valutare diverse opzioni di fornitori in base a costi, rischi e qualità. In produzione, i team devono gestire il resourcing senza discostarsi dalla distinta base originale.

Quando i dati BOM risiedono solo in sistemi PLM, ERP o in fogli di calcolo, si creano silos che rendono necessarie le analisi manuali e possono sfociare in disallineamenti rispetto all’ufficio tecnico, ritardi nelle tempistiche e aumento dei costi.

Oltre a una maggiore visibilità e a un tracciamento dei costi più efficace, il BOM Lifecycle Manager di Ivalua offre la possibilità di avviare workflow relativi al sourcing, alla qualità e agli acquisti direttamente da un’unica vista, per un procurement dei materiali diretti scalabile.

Gestione della qualità dei fornitori: APQP e oltre

Nel sourcing diretto, specialmente in settori complessi come quello automobilistico, aerospaziale o della manifattura industriale, la gestione della qualità dei fornitori è una disciplina formale che richiede una collaborazione interfunzionale strutturata.

L’APQP è un quadro di riferimento a più fasi (di solito cinque, dalla pianificazione alla produzione) che convalida se il processo di manifattura di un componente soddisfa i requisiti. Le presentazioni PPAP dimostrano che l’esecuzione ha avuto esito positivo.

Spesso contemporaneamente e per gli stessi fornitori, le imprese gestiscono inoltre i processi PPAP, 8D, SCAR (richiesta di azione correttiva del fornitore) e CAPA (azione correttiva e preventiva). La gestione manuale di tutti questi processi genera lacune nella documentazione e rischi per la qualità che emergono solo in fase di produzione.

Oggi l’intelligenza artificiale sta cambiando questa situazione, identificando le anomalie nelle pianificazioni APQP e nei processi PPAP, e rilevando tempestivamente le tendenze ai difetti. La soluzione unificata per la qualità del prodotto di Ivalua permette di utilizzare APQP, PPAP, 8D, SCAR e CAPA in un’unica piattaforma.

Le principali criticità del sourcing diretto

Il sourcing diretto è impegnativo dal punto di vista operativo e la maggior parte delle organizzazioni deve affrontare varie insidie prevedibili. Esaminiamo ora in dettaglio queste potenziali insidie.

Visibilità multilivello sulla supply chain

Le supply chain dei materiali diretti sono intrinsecamente multilivello, eppure la maggior parte delle organizzazioni ha una visione limitata oltre il primo livello, con la possibilità che le perturbazioni si verifichino senza preavviso.

Raramente una carenza ha origine dal fornitore di primo livello; inizia a monte, con problemi di un subfornitore, e provoca mancate consegne a cascata che magari vengono alla luce solo quando la produzione è già a rischio.

McKinsey & Company riferisce che solo il 42% delle aziende ha visibilità sui rischi con fornitori del secondo livello o di livelli successivi, e una percentuale ancora inferiore mantiene rapporti diretti a quel livello.

La pressione normativa, come la conformità ai dazi, inoltre, impone alle organizzazioni di tenere traccia dell’origine dei componenti attraverso più livelli. La gestione della supply chain e il processo di procurement in senso più ampio risultano quindi sempre più complessi.

L’IVA di Ivalua tiene monitorati notizie, documenti legali e dati finanziari per individuare subito i segnali di rischio, che presenta come sintesi operative con le azioni da intraprendere consigliate.

Rispondere al rischio dei fornitori prima che diventi un disservizio

La maggior parte delle organizzazioni di procurement gestisce ancora il rischio fornitori con schede di valutazione periodiche. Al momento in cui l’ufficio acquisti rileva un problema, si trova con meno opzioni, costi più alti e la possibilità che la perturbazione si sia già verificata.

Quasi due terzi delle aziende reagiscono in ritardo agli eventi di rischio legati ai fornitori perché non hanno attivato sistemi di monitoraggio continuo.

Gli uffici acquisti dovrebbero passare da valutazioni statiche a una visibilità in tempo reale basata su allerte che permetta di intervenire in tempi brevi. L’IVA di Ivalua offre questo livello di rilevamento delle anomalie monitorando di continuo i KPI delle performance dei fornitori e segnalando gli scostamenti rilevanti. Con queste informazioni, i team possono indagare e intervenire sui problemi prima che peggiorino.

Le criticità descritte si aggravano quando il sourcing diretto e il sourcing indiretto vengono gestiti su piattaforme separate, perciò l’opzione migliore è un approccio unificato.

Gestione del sourcing diretto e del sourcing indiretto su una piattaforma unificata

L’approccio migliore consiste nel gestire il sourcing diretto e il sourcing indiretto su una piattaforma unificata, che ammetta le differenze tra i due processi senza creare compartimenti stagni. Una gestione separata frammenta i dati e limita la visibilità, mentre una piattaforma unificata consente di prendere decisioni migliori, di dare risposte più rapide e di agire nell’ottica di un allineamento reale a livello enterprise.

Perché sistemi separati generano rischio composto

Le organizzazioni che gestiscono il sourcing diretto e il sourcing indiretto su piattaforme separate pagano un tributo nascosto costituito dalla frammentazione dei dati e dal costante lavoro di integrazione. È un tributo che aumenta proporzionalmente all’aumentare della spesa.

Spesso i dati relativi ai materiali diretti risiedono nei sistemi ERP e PLM, mentre la spesa indiretta è gestita in uno strumento P2P separato, per cui viene a mancare una visione unificata della spesa totale o del rischio fornitori. Queste limitazioni ostacolano un’analisi efficace della spesa e un sourcing strategico.

In questo scenario, le decisioni di sourcing in una categoria non possono essere supportate dai dati dell’altra. Mentre i rivenditori di soluzioni con un approccio di pacchetto completo, o “suite-in-a-box”, continuano a riproporre lo stesso problema sotto un’unica marca, le piattaforme unificate come Ivalua si basano su un modello dati e codebase unico, offrono una reale visibilità incrociata tra le categorie e permettono di prendere decisioni guidate dall’IA.

Com’è davvero una piattaforma unificata per il sourcing diretto e indiretto

Una vera piattaforma unificata non è un insieme di strumenti acquisiti a cui si accede con lo stesso login. Ha un modello dati e codebase unico che consente a tutte le funzioni di gestione degli acquisti di accedere in tempo reale agli stessi dati relativi a fornitori, spesa e rischio.

In pratica, i dati della distinta base confluiscono direttamente nelle attività di sourcing, i workflow APQP (cioè di analisi, progettazione, quotazione e produzione) si svolgono in parallelo alla gestione dei contratti e i punteggi di rischio dei fornitori influenzano sia le decisioni relative ai componenti diretti sia i rinnovi dei servizi indiretti.

L’automazione delle fatture copre entrambe le categorie. L’IA può codificare, abbinare, allocare ed elaborare i pagamenti per le fatture relative ai materiali diretti e agli ordini di acquisto di materiali indiretti. L’individuazione di frodi e la deduplicazione costituiscono inoltre precise misure di sicurezza.

A ciò si aggiunga che nella fatturazione elettronica i dati XML strutturati riducono gli errori e migliorano l’accuratezza dell’elaborazione.

Chiediti ora se la piattaforma che stai valutando è costruita su un unico codebase, se può gestire materiali diretti, beni indiretti e servizi complessi senza necessità di personalizzazione, e se l’IA e l’analisi sono integrate nei workflow o vengono aggiunte in un secondo momento.

Ivalua for Manufacturing è compatibile con sistemi ERP, MRP e PLM, e permette di gestire le attività di progettazione, produzione e procurement in un unico ambiente.

Sourcing diretto vs. sourcing indiretto: un confronto rapido

Questa tabella offre un riferimento rapido e di facile consultazione sulle principali differenze operative tra sourcing diretto e sourcing indiretto trattate in questa guida.

DimensioneSourcing direttoSourcing indiretto
Cosa viene acquistatoMaterie prime, componenti e fattori di produzione incorporati nel prodottoBeni e servizi a supporto delle operazioni (IT, manutenzione, riparazione e operazioni, marketing, trasferte)
Impatto sul businessIncide direttamente su produzione, ricavi e margine lordoInfluisce su efficienza, controllo dei costi e produttività dei dipendenti
Relazioni con i fornitoriPartnership solide e a lungo termine; i fornitori sono co-sviluppatori nel ciclo di vita del prodottoAmpia base di fornitori transazionale analizzata in base a prezzo, SLA e conformità
Profilo di rischioAlto: le perturbazioni nella fornitura possono bloccare la produzione; dipendenze a più livelli ed esposizione al rischio di daziModerato: maverick spend, mancanza di conformità e inefficienza sono i rischi principali
Approccio alla governanceInterfunzionale (ufficio tecnico, operation, qualità, finanza); strettamente controllato e collaborativoGuidato dalle policy; processi standardizzati per gestire comportamenti d’acquisto decentralizzati
Esigenze tecnologicheIntegrazione della distinta base, workflow APQP, visibilità multilivello, modellazione dei costi teorici, analisi dei daziCataloghi, acquisti guidati, workflow di approvazione, analisi della spesa, automazione P2P
Casi d’uso dell’IAPrevisione della domanda, previsione del rischio fornitori, modellazione dei costi teorici, avvisi di perturbazioneClassificazione della spesa, rilevamento delle anomalie, acquisti guidati, monitoraggio della conformità

Creazione di una strategia di sourcing che copra tutte le spese e tutti i fornitori

Le differenze tra sourcing diretto e sourcing indiretto non giustificano la suddivisione del procurement in sistemi separati. Sono invece la ragione per cui è necessario creare una strategia di sourcing unificata su una solida piattaforma per la gestione del procurement.

Mentre il sourcing diretto richiede precisione a livello di costo del venduto e visibilità interfunzionale su più livelli, il sourcing indiretto richiede una governance forte, la conformità dei processi e il controllo sulla spesa decentralizzata.

Una piattaforma unificata può soddisfare tutti questi requisiti senza il tributo nascosto generato da sistemi frammentati, dati scollegati e processi incongruenti. Sfruttando un unico modello dati e codebase e un’esperienza utente semplificata, Ivalua offre funzionalità all’avanguardia e senza compromessi per il sourcing diretto e per il sourcing indiretto.

Per comprenderne l’applicazione pratica, scarica la scheda tecnica di Ivalua for Manufacturing.

FAQs


Il sourcing diretto riguarda i materiali diretti che compongono il prodotto e incidono direttamente sul costo del venduto (COGS) e sulla continuità produttiva, mentre il sourcing indiretto riguarda beni e servizi necessari alle operazioni. Nel procurement del settore manifatturiero, questa distinzione è importante perché qualsiasi problema con i materiali diretti blocca la produzione, mentre nel caso di beni o servizi indiretti si ripercuote più sull’efficienza che sulla resa.







Doug Keeley

Doug Keeley

Direttore marketing prodotti

Doug dirige il marketing di prodotto per le soluzioni di Sourcing, CLM e Direct Materials di Ivalua a livello globale. Ha maturato oltre vent’anni di esperienza nel settore degli acquisti e del SaaS, ricoprendo diversi ruoli in entrambi i campi, tra cui consulenza in materia di sourcing, successo dei clienti e supervisione delle implementazioni SaaS per aziende manifatturiere globali. Collegatevi con Doug su LinkedIn.

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